27 Settembre 2020
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PROTOCOLLO PER LA PREVENZIONE E LA PROFILASSI DELLA PEDICULOSI

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Misure di profilassi per il controllo della pediculosi. Ruolo della famiglia, della scuola e della Sanità Pubblica.

La periodica diffusione della pediculosi del capo nelle comunità scolastiche e l’allarme che spesso ne consegue richiedono controlli e misure di prevenzione e cura coordinati tra la famiglia, la scuola ed eventualmente la ASL, pur nella consapevolezza che, alle nostre latitudini, il Pidocchio del capo non è un vettore di malattie e che l’unico sintomo che può determinare è il prurito, dovuto ad una reazione locale all’ insetto.

COMPITI DELLA FAMIGLIA

I genitori del bambino che frequenta la collettività scolastica, o qualunque situazione di comunità, hanno un ruolo fondamentale e insostituibile nella prevenzione, identificazione e trattamento della pediculosi. Le azioni in ambito familiare sono così riassumibili:
  • educare i bambini, nei limiti del possibile ed in considerazione dell’età, ad evitare o ridurre i comportamenti a rischio: contatti prolungati tra le teste, scambio di oggetti personali (cappelli, sciarpe, pettini, ecc.);
  • identificare precocemente i casi mediante il controllo quotidiano o almeno settimanale della testa del bambino, anche se la scuola non ha segnalato casi ed anche in assenza del sintomo tipico (prurito);
  • procedere all’accertamento presso il medico curante in caso di sospetto segnalato dalla scuola ed eventualmente farsi rilasciare l’apposito certificato di avvenuto trattamento.
In caso di riscontro positivo da parte del medico di famiglia, procedere dunque all’effettuazione del trattamento, al controllo ed eventuale trattamento di tutti i conviventi e alla disinfestazione degli oggetti personali, secondo la procedura consigliata dai Servizi di Medicina Preventiva delle ASL:

  1. Lavare i capelli con uno shampoo antiparassitario (seguendo le istruzioni riportate sulla confezione);
  2. Lasciare agire lo shampoo sui capelli per il tempo richiesto;
  3. Frizionare la testa con aceto diluito per sciogliere la sostanza con cui le lendini (uova) si attaccano ai capelli;
  4. Pettinare con un pettine a maglie fitte;
  5. Staccare ad una ad una le lendini rimaste attaccate ai capelli;
  6. Controllare accuratamente che non vi siano altre lendini;
  7. Effettuare un’accurata ispezione dei capelli di tutti i familiari;
  8. Lavare gli indumenti personali e la biancheria che sia venuta a contatto con i parassiti con acqua calda (60°);
  9. Immergere spazzole e pettini usati per il trattamento in shampoo antiparassitario per almeno 10 minuti.
  10. Informare la scuola e i compagni di attività ricreative, per favorire il controllo e l’eventuale bonifica di altre infestazioni, evitando così, un’ulteriore occasione di contagio dopo un trattamento personale efficace.
Il trattamento va comunque ripetuto dopo una settimana.

COMPITI DELLA SCUOLA

La scuola condivide con la famiglia il ruolo educativo nei confronti degli alunni e collabora con le strutture sanitarie per una corretta informazione riguardo al riconoscimento e al trattamento della pediculosi. Oltre a curare la comunicazione, la scuola è tenuta a tutelare la salute degli alunni gestendo eventuali situazioni di rischio.

Pertanto nel caso in cui il personale scolastico rilevi negli alunni segni sospetti di pediculosi o nel caso in cui siano gli stessi genitori a segnalare il caso, dovranno avvisare il Dirigente Scolastico perché siano attivate le misure preventive previste dalla normativa.

1^ Livello di intervento: L’insegnante che ha il sospetto di possibili casi di infestazione (a vista, ossia senza che sia necessaria un’ispezione), segnala la sospetta pediculosi al Dirigente Scolastico (o al suo delegato Responsabile di Plesso), il quale invia una comunicazione generale ai genitori di tutti i frequentanti la collettività (nel rispetto del segreto professionale che tutela l’anonimato dei soggetti in causa e al quale sono tenuti al pari dei sanitari) circa la necessità di controllare con maggior cura i bambini, in seguito al verificarsi dell’evento in oggetto.
Nella comunicazione si sensibilizzano le famiglie ad effettuare un accurato controllo del capo (utilizzo costante del pettinino a denti fitti) ad escludere la presenza di infestazione e l’invito a procedere al trattamento in caso di presenza del parassita.
I genitori sono invitati a controllare frequentemente e regolarmente il capo dei propri figli, per verificare che non vi siano pidocchi o lendini, in particolare dopo aver ricevuto la comunicazione di sospetta infestazione.

In caso affermativo:
  • devono informare il proprio medico curante o il pediatra per avviare il trattamento di disinfestazione; la ricerca va estesa a tutti i componenti della famiglia;
  • devono informare le insegnanti, che potranno vigilare per individuare eventuali altri casi e allertare i genitori di tutti gli alunni frequentanti la classe.
  • devono impegnarsi ad effettuare il trattamento prima di riportare a scuola il proprio figlio, consegnando certificazione medica o autodichiarazione di avvenuto trattamento.

2^ livello di intervento: Qualora, nei 30 giorni successivi all’adozione dei provvedimenti di I° livello, siano segnalate nella stessa classe ulteriori, ripetute re-infestazioni, la Direzione scolastica informa il Servizio di Medicina scolastica e predispone una nota informativa per i genitori sulla situazione epidemica incorso. D’accordo con il Servizio di Medicina scolastica, può richiedere l’autorizzazione ai genitori ad effettuare da parte del medico stesso, ove disponibile, un controllo specifico del capo nella classe segnalata.

3^ livello di intervento: se, nonostante siano state poste in essere le azioni previste dai due primi livelli d’intervento, vi sia la segnalazione (in una stessa classe) di focolai epidemici che ricorrono ininterrottamente nei mesi successivi all’applicazione dei provvedimenti, il Dirigente Scolastico informa il Sevizio ASL che procede all’identificazione delle possibili criticità (errori nelle modalità del trattamento, utilizzo di prodotti inefficaci, mancato controllo da parte di genitori o altro).
Nel caso in cui il mancato controllo di un bambino da parte dei genitori possa legittimamente configurare una carenza della funzione genitoriale, il Dirigente Scolastico effettua una segnalazione al Servizio Socio – Assistenziale, per i provvedimenti del caso.
Si ricorda in proposito che la Circolare Ministeriale n. 4 del 13 marzo 1998, stabilisce che il bambino può essere riammesso a scuola “... il giorno dopo il primo trattamento, poiché il rischio di trasmissione è ridotto dalla terapia. L’avvenuto trattamento può essere certificato dal medico curante o dichiarato per iscritto da uno genitori/tutori”.

La ASL, in stretta collaborazione e comunicazione con la scuola, tramite il servizio di medicina scolastica assicura la corretta educazione ed informazione sanitaria e collabora per la sensibilizzazione e diffusione delle pratiche preventive.
Gli studi epidemiologici hanno infatti evidenziato che lo screening (controllo delle teste) in ambito scolastico, oltre alla impossibilità pratica ad essere effettuato come pratica routinaria, non ha dimostrato alcuna utilità nel ridurre la diffusione della pediculosi. Per tale ragione il controllo dei capelli a domanda in ambito scolastico non viene più effettuato da anni in quanto non ha rivelato nessuna comprovata efficacia.
Fondamentale è invece l’azione di informazione, educazione sanitaria e sensibilizzazione preventiva delle famiglie in quanto il controllo sistematico dei capelli da parte dei genitori è l’unica azione efficace di prevenzione della diffusione dell’infestazione.

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